News

La rinosinusite

Oltre 4 milioni di italiani soffrono di patologie rino-sinusali, un disturbo in continua crescita che si stima che possa colpire fino al 20% della popolazione entro il 2020. 
La rinosinusite è un’infiammazione che coinvolge allo stesso tempo il naso e i seni paranasali. Può colpire in forma acuta, con un’origine in genere virale, oppure in forma cronica, in questo caso le opzioni terapeutiche vanno calibrate caso per caso. Si tratta di un disturbo che può essere anche molto invalidante. 
Tra i sintomi della rinosinusite acuta annoveriamo la congestione nasale, il dolore facciale, il mal di testa e la tosse notturna; di solito è preceduta da un raffreddore. Se i sintomi perdurano oltre i tre mesi ci si trova davanti alla forma cronica. Alcuni fattori collegati alla maggior probabilità di esacerbazione della rinosinusite cronica sono stati recentemente identificati in uno studio retrospettivo presentato ad Atlanta (USA), in occasione del congresso annuale AAAAI (American Academy of Allergy, Asthma & Immunology). Si tratta di fattori quali sesso femminile, etnia non Caucasica, elevato BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea), allergia a uno a più farmaci, rinite allergica, eosinofilia periferica, asma, sinusite pregressa, una o più prescrizioni di steroidi e malattia autoimmune. Si tratta di uno studio importante, perché consente di intervenire a monte, per esempio abbassando il BMI.

Un fenomeno in crescita, come difendersi?

La rinosinusite sta diventando un problema per un numero crescente di persone, diverse le possibili motivazioni, tra queste l’inquinamento e l’aumento della resistenza agli antibiotici. La grave situazione legata agli inquinanti nel nostro Paese è purtroppo nota (così come l’importanza di cercare di soggiornare in luoghi il più possibile salubri), forse non sono altrettanto conosciute le stime che ci vedono ai primi posti in Europa per il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Il problema è l’utilizzo intenso di questi farmaci, spesso anche dove non strettamente necessari. Gli antibiotici vengono utilizzati da oltre il 40% dei bambini di età inferiore ad 1 anno, dal 65% circa di quelli tra 1 e 5 anni, da più del 40% tra i 6 e gli 11 anni e del 30% degli adolescenti tra i 12 e i 13 anni. L’abuso ne causa una perdita di efficacia. Essi non vanno infatti usati a meno che non ci si trovi davanti ad una infezione di natura batterica, anche perché non sono efficaci contro i virus. Un altro errore comune è quello di assumere la terapia per un tempo diverso da quello indicato dal medico: il ciclo va completato come prescritto. Infine un suggerimento: non utilizzare una confezione di antibiotico già aperta.

In caso di rinosinusite è importante mantenere il naso pulito e i seni paranasali liberi da muco in eccesso, un aiuto può venire da comodi spray nasali che associano N-acetilcisteina al 6% e soluzione ipertonica al 3%. Ora in commercio sono disponibili spray senza conservanti che possono essere utilizzati due o tre volte al giorno, per un massimo di 10 giorni, già a partire dai due anni di età.

 

Fonte: http://www.fromlifetolife.it/page/66/rinosinusite-acuta-e-cronica-che-fare.html

 

26/10/2018